Acqualagna pronta alla sfida con Alba

E’ arrivata la data tanto attesa dagli investitori italiani e internazionali dal palato sopraffino, ansiosi di conoscere la bontà del business del tartufo. Parte domani, per concludersi il 31 dicembre, infatti, la stagione della raccolta e della quotazione del tartufo bianco pregiato (Tuber Magnatum Pico), l’incontrastato re dell’enogastromonia italiana, eccellenza del made in Italy agroalimentare e motore di una fiorente economia e cultura gastronomica della provincia pesarese.
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Quale stagione si aprirà per il mercato del pregiato tubero che ha assunto nel tempo una dimensione sempre più
internazionale? Lo stabilirà la Borsa del tartufo di Acqualagna quando in giornata arriveranno i primi prodotti raccolti. Si pensi che Acqualagna commercializza i 2/3 della produzione nazionale pari a 600/700 quintali di tartufo fresco che porta in tutto il mondo, dall’America alla Cina. Con il tartufo bianco pregiato, Acqualagna commercializza nelle altre stagioni dell’anno anche il tartufo bianchetto, il nero pregiato e il nero estivo o scorzone.

La ricerca della qualità più raffinata del tartufo, prodotto nel periodo autunnale, interessa più della metà della popolazione di Acqualagna. La raccolta vuole essere fruttuosa soprattutto in vista dell’importante appuntamento con la cinquantesima edizione della Fiera nazionale del tartufo pregiato di Acqualagna. Pronto il calendario della nuova edizione (25-31 ottobre/ 1-7-8-14-15 novembre): con una giornata in più rispetto al passato per celebrare, con una grande festa, i 50 anni di storia.

Un anniversario speciale al quale prenderanno parte tante celebrità, chef stellati e tanti amanti e appassionati italiani e stranieri, curiosi ed estimatori affezionati che da sempre frequentano la Fiera.

All’avvio della raccolta, l’augurio del sindaco Andrea Pierotti va innanzitutto a tutti i cavatori: “Un ruolo chiave quello svolto dai tartufai che potrà dare soddisfazione al territorio con la passione e l’impegno già dimostrati in passato nei periodi di raccolta. A tutti i cavatori e a tutti i cercatori di tartufo quindi i migliori auguri di buon lavoro”.

Le quotazioni che in genere seguono la Borsa del tartufo partiranno subito dopo l’apertura della raccolta. Saranno influenzate e influenzabili dalle quantità trovate, da fattori metereologici della stagione appena trascorsa. Un’estate, quella appena passata, che ricorderemo avida di sole con pochissime piogge. “Mi aspetto, ma è prematuro dirlo in questo momento, una stagione media che dovrebbe entrare nel vivo più tardi, verso il 10/15 di ottobre, che porterà una produzione in calo rispetto all’anno scorso ma ci consegnerà tartufi ancora più profumati soprattutto nei giorni della Fiera. Insomma, ipotizzo una qualità senz’altro superiore ma per i prezzi si dovrà aspettare qualche giorno”, sostiene Stefania Tofani di una storica azienda specializzata nella commercializzazione di tartufo.

E se nel 2014, dopo un’estate di rovesci e forti piovaschi, i tartufi abbondavano in quantità con prezzi che si aggiravano intorno ai 1000/1500 euro al chilo per le pezzature più grandi mentre sui 400/500 euro al chilo per quelle più piccole, oggi si prospetta una minor quantità con prezzi superiori. “Sarà un’annata difficile per la raccolta anche se di grande qualità e di estrema bontà soprattutto a novembre, nei giorni della Fiera”. A dirlo con sicurezza è Giorgio Marini dell’azienda da più di trentacinque anni nel commercio internazionale di tartufi.

Fonte: corriereadriatico