Tartufi e Territorio

Tra gli adetti del settore è cosa risaputa che il Tartufo Bianco Pregiato non è solo appannaggio di Alba e che l’associazione del nome della cittadina a quella del Tartufo è un meritato premio per aver per primi creduto nella commercializzazione professionale del prezioso tubero.tartufo-e-patata-bianca-di-pietralunga-1

Nel tempo sono emersi sul mercato altri territori che hanno puntato nel business dell’oro dei boschi meritando di accostare il loro nome al pregiato tubero. Acqualagna, Norcia, San Miniato per citare alcune realtà le cui fiere sono solo la punta dell’iceberg della volontà di promozione e commercializzaione del prodotto del proprio territorio.

Per contro ci sono realtà il cui nome, nonostante contribuiscano sostanzialmente al mercato, non sono direttamente associate al tartufo. Ne sono esempio l’Abruzzo e l’Irpinia i cui boschi offrono un grosso contributo alla raccolta del tartufo, ma che spesso viene commercializzato e fatto passare per mercati che non sono il proprio, ma ben più rinomati.

A tal proposito scrive I.Santangelo sul sito della Regione Campania:

E’ tempo che gli operatori del comparto e le stesse amministrazioni locali si scuotano da un antico e sterile torpore che non genera né sviluppo né attenzione verso un prodotto dalle straordinarie potenzialità. L’esempio ci viene da realtà regionali, come il Molise e la Basilicata, ove fino a pochi anni fa neanche sapevano dell’esistenza sotto i loro piedi del tartufo ed oggi sono diventate tra le prime zone produttrici di tartufo in Italia, tanto che intere comunità rurali ove esso è abbondante hanno concentrato i loro interessi economici verso tale risorsa.
[…]  L’agenda degli impegni non può non comprendere anche una rivisitazione della normativa di settore, nazionale e regionale, come gli operatori della filiera da tempo chiedono. E’ auspicabile, in tal senso, una più stretta sinergia tra tutti gli attori, istituzionali e privati, intervenendo con un approccio di sistema e anche di filiera. E’ opportuno che per il tartufo, ma anche per tutte le altre produzioni tipiche dell’agroalimentare campano, sia avvertita l’esigenza di una più stretta cooperazione tra istituzioni e tra soggetti dell’imprenditoria non solo agricola”

Questo dovrebbe essere comune a tutte quelle amministrazioni pubbliche che vogliono il bene del proprio territorio e dei propri cittadini e a quegli operatori del settore che tendono ad un ritorno economico a breve termine, piuttosto che credere ed investire in progetti a lungo termine.